PIEMONTE

18

Ago

PIEMONTE

Il Piemonte, si sa è terra di grandi rossi, ma non solo.

Qui (precisamente nella zona dei colli Tortonesi) si fa infatti uno dei  migliori

vini bianchi italiani: il Timorasso, non a caso detto anche il Barolo bianco.

Un vino che, dato il suo spessore, meriterebbe un maggior numero di buoni interpreti

e un maggior riconoscimento da parte del pubblico.

Mi sembra però che su entrambi i fronti si siano fatti e si stiano facendo molti passi

avanti negli ultimi tempi.

Siamo stati a trovare un ragazzo, Luca Canevaro che è più che un buon interprete

del Timorasso.

Visto che non ha neanche trentanni direi che ne vedermo delle belle…

Vigna condotta secondo i dettami del biologico, interventi ridotti al minimo in

cantina, ma (non è scontato per chi ha un approccio “naturale” al vino) vini

molto puliti.

Abbiamo assaggiato il Timorasso 2018 che è ancora un pò giovane (ci mancherebbe…)

ma si può già dire che il vino c’è e darà soddisfazioni.

Un tratto distintivo dei suoi vini è che riesce a combinare una bella struttura, pienezza,

ricchezza con una grande piacevolezza di bevuta.

Come diceva quella pubblicità…la potenza è nulla senza controllo e quando hai potenza

e controllo sei al massimo.

Una nota di merito va poi al nuovo arrivato della sua gamma: un rifermentato di Barbera

con una piccola percentuale di Uva Rara, creato con la collaborazione di aun suo amico

produttore, da bere a secchiate.

Poi ci siamo spostati nella zona dove si fa il Barolo…quello rosso.

Mi dispiace dirlo, ma il successo commerciale delle Langhe degli ultimi anni  mi sembra

che non abbia giovato alla qualità dei vini, per lo meno questa è la mia impressione.

Per questo mi ha fatto piacere conoscere un produttore come Simone Scaletta.

Siamo a Monforte , l’azienda è di carattere familiare, a misura d’uomo come oggi

non è scontato da quelle parti.

Non sono molti anni che produce vino, ma personalmente preferisco chi ha deciso

di “mollare” tutto per seguire una passione di chi si dice “fa vino da 200 anni”

poi magari adesso ha una proprietà americana…poi ci sono i vini.

Bello stile su tutta la gamma.

Abbiamo degustato un pò di tutto, dal dolcetto alla barbera arrivando ai nebbioli e

ai baroli.

Senza entrare nei dettagli dei singoli mi piace sottolineare alcuni tratti comuni

che ho riconosciuto in tutti i vini.

Approccio tradizionale, ma non estremo, una bella eleganza non ruffiana.

Il Nebbiolo ha il suo colore scarico bello, limpido con una bocca tagliente,

pulita, ma forse non bisogna attendere trent’anni per vedere il barolo al

massimo della sua vita.

Già adesso non è male…