MARCHE

18

Apr

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Il verdicchio è, secondo noi, il miglior vino bianco italiano. Sarà per le grandi qualità del vitigno, fatto sta che il suo livello medio è molto alto. Forse mancano le punte, ma la viticultura virtuosa è abbastanza recente, quindi serve tempo per capire dove può arrivare questo vino e per valutarne le capacità di evoluzione e di invecchiamento. Intanto prendiamo atto dell’esistenza di svariati produttori che producono ottimi vini, con stili anche molto diversi tra di loro, ma tutti molto interessanti. Vi segnaliamo due verdicchi che ci hanno colpito. Uno è dei Castelli di Jesi superiore,  La Posta di Casaleta. Un vino “verticale”, con buona acidità, destinato a concedersi a pieno solo nel tempo, ad oggi hanno ancora in vendita l’annata 2012 (oltre al 2015); una gran bevuta che ho notato avere un ottimo indice di gradimento tra i nostri clienti. Di diversa concezione è il classico  superiore di Col di Corte. Un’impostazione più marcatamente “biodinamica”(ma di assoluta pulizia!), un vino rotondo, pieno e caldo. A sostegno della potenzialità del vitigno verdicchio voglio  accennare anche al fatto che diversi produttori lo stanno utilizzando come base per spumanti.  A tal proposito, non possiamo non consigliare il Metodo Classico di Borgo Paglianetto (della zona di Matelica). Rimane sulle fecce almeno 40 mesi e questo gli da una certa complessità pur conservando grande freschezza.